L VISITATORE VISITATO

Questa opera vuol creare un nuovo contesto percettivo, si alterna l'immagine inanimata bianca e scultorea di una statua a quella della sua modella ispiratrice che appare reale, palpabile, dinamica (fa anche “l'occhiolino”).
E' un gioco di spiazzamento percettivo che ha come scopo quello di affinare nello spettatore la capacità di cogliere il passaggio e la sottile differenza fra fisico e mentale , reale ed immaginario.
L' opera ci apre la visita della mostra con un percorso quasi obbligato per addestrarci alla conversione, di richiamo cubista, esterno/interno dell'opera interrompendo e mettendo in discussione le Ns. reazioni istantanee per far sì che queste vengano codificate in un ambito più ampio.
I cambiamenti improvvisi turbano la linearità di visione/fruizione in un contesto dove l'antispazio dedicato all'opera, nero, impalpabile, risulta senza tempo ma subisce una trasformazione continua del contenuto (oggetto/soggetto o meglio visitato/visitatore), che modifica la sua essenza da scultura da vedere (e noi, il pubblico antistante lo facciamo) a persona che guarda noi trasformati da soggetto a oggetto.
Lo spettatore quindi non viene irretito nell'illusoria scorciatoia della creatività tecnologica delle video installazioni, ma viene inscritto nell'opera durante il percorso immaginario che il procedimento costruttivo della stessa compone. 

Crescit enim cum amplitudine rerum vis ingenii
La forza dell'ingegno cresce con la grandezza dei compiti ( Tacito)
Credo che tutte le nostre scelte, anche quelle che a noi sembrano più incoscienti, siano in realtà dettate da un preciso disegno della nostra mente che ci porta là dove noi coscientemente non osiamo andare. Osservo spesso i miei studenti, tanto indecisi nelle loro scelte, impauriti di sbagliare strada. Quanto sarebbe liberatorio per loro se si lasciassero andare a decisioni anche apparentemente incongruenti, ma profondamente sentite dentro di loro, e riuscissero a “buttarsi” in questa vita che necessariamente ci porta a sperimentare percorsi diversi e sempre nuovi. Occorre lasciare da parte le paure di sbagliare, il timore di non riuscire a superare le difficoltà contingenti. Non voglio sostenere che occorre necessariamente avere alte aspirazioni, ma solo che bisognerebbe saper cogliere le opportunità che la vita ci offre che, per quanto strane possano sembrare, ci regalano sicuramente soddisfazioni e soprattutto ci aiutano a maturare.
E' con questo spirito che mi accingo presentare le mie opere,cosi diverse le une dalle altre ma tutte dettate dallo stesso desiderio creativo; spero che giovani o meno giovani, studenti o lavoratori……, possano trarne un momento di riflessione e di spunto per dare un nuovo stimolo alla propria vita.
Massimo Gallorini
 

Biography

 

 

 

Andrea Roggi

Cataloghi PDF

Strada Creatività

Artisti XX Secolo

 

  

Andrea Roggi - Parco della Creatività - Via SP 25, N° 236a - 52043 - Castiglion Fiorentino -Arezzo - Toscana - Italy - tel +39 0575 653125 +39 0575 653401 +39 3336461405 andrearoggi@alice.it